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Glorious Goodwood Day 4

  • Immagine del redattore: ThePunter
    ThePunter
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 8 min

13.50 CORAL GOODWOOD HANDICAP (CLASS 2)

A prima vista il curriculum di ST MAWES (14) può sembrare meno appariscente rispetto a quello di alcuni rivali, ma il suo handicap mark continua a sembrare decisamente lavorabile. Al rientro, dopo oltre sei mesi di assenza, ha chiuso un ottimo terzo nonostante abbia corso con fin troppa generosità, restando competitivo fino al traguardo. Ancora migliore l'ultima prestazione, quando ha corso per la prima volta senza visor, conquistando il secondo posto pur impiegando una vita per rilassarsi, particolare che gli è inevitabilmente costato qualcosa negli ultimi furlong. Oggi debutta per George Scott, che sceglie di non intervenire sull'equipaggiamento e conferma l'assetto dell'ultima uscita. Un segnale di continuità che lascia intendere come il nuovo trainer preferisca affidarsi al naturale processo di maturazione di un cavallo ancora poco esposto e con margini di crescita tutt'altro che esauriti.


Il principale rivale è DEFIANTLY (3). Il secondo posto nell'Ascot Stakes è probabilmente la linea di forma più solida dell'intero campo. Ha duellato fino agli ultimi metri con Kizlyar, dimostrando che il passaggio alle grandi maratone ha aperto una nuova dimensione della sua carriera.


Grande rispetto anche per VALIANCY (4). Ad Hamilton aveva già lasciato intuire di possedere una stamina superiore a quella mostrata fino a quel momento e ad Ascot, pur senza mai entrare realmente in corsa, ha continuato a recuperare terreno nel finale, lasciando la sensazione che una distanza ancora più severa possa valorizzarlo ulteriormente. William Haggas ripropone i cheekpieces e il profilo resta quello di un quattro anni con margini ancora importanti.


Tra le quote più interessanti merita infine una menzione HIGHWIND (11) ma forse anche troppo interessante per un cavallo presentato da Willie Mullins


"cambiare tutto per non cambiare niente"

🏇 VERDICT: ST MAWES (14)


4.25 BONHAMS THOROUGHBRED STAKES (GROUP 3)

La nostra scelta per la corsa ricade su "the big white face" SABER STRIKE (4). Dopo aver mostrato un enorme salto di qualità tra il debutto e la seconda uscita, si è presentato alle Jersey come uno dei cavalli più marciati dell'intero meeting, ma ha dato l'impressione di non viaggiare con la consueta fluidità fin dalle fasi centrali della corsa.

La fiducia di William Haggas, però, non è mai venuta meno. Appena una settimana dopo Royal Ascot lo ha riproposto nel Criterion Stakes, contro anziani affermati come Qirat e Never So Brave. Anche in quell'occasione non è sembrato del tutto a suo agio, soprattutto nella prima parte della gara, ma la progressione finale ha confermato perché all'interno della scuderia sia considerato un cavallo di alto profilo.

Il passaggio al miglio rappresenta l'interrogativo principale, ma proprio il finale di York ha lasciato la sensazione che questa distanza, unita al primo utilizzo dei blinkers, possa finalmente liberarne tutto il potenziale.


Il principale rivale, e naturalmente il cavallo da battere, è TALK OF NEW YORK (6). Il terzo posto nelle St James's Palace Stakes rappresenta la migliore linea di forma del campo, a una quota così skinny preferiamo cercare valore altrove. Molto interessante anche SHAYEM (5), finalmente ritrovato dopo una primavera altalenante. Karl Burke è convinto che il suo tre anni abbia ancora margini per affermarsi anche a livello Pattern, e il profilo resta quello di un outsider da seguire con grande attenzione.


🏇 VERDICT: SABER STRIKE (4)


3.00 CORAL GOLDEN MILE (HERITAGE HANDICAP)

Il Golden Mile è probabilmente l'handicap che più di ogni altro premia la programmazione. Non è un caso se negli ultimi anni questa corsa sia diventata il terreno di caccia degli specialisti dei grandi handicap, allenatori capaci di costruire un'intera campagna con un solo obiettivo in mente. Non è un caso nemmeno che David O'Meara abbia conquistato tre delle ultime sei edizioni. Per tutta l'estate la sensazione è sempre stata che questa corsa rappresentasse la destinazione naturale di CERULEAN BAY (1), figlio di New Bay affidato all'O'Mago degli handicap. Difficile immaginare un profilo preparato con maggiore precisione per questo appuntamento.


Se ci limitassimo ai trend, il principale rivale sarebbe BEAGLE BAY (16). Quattro anni, ancora poco esposto, sorteggio favorevole e margini di miglioramento evidenti: sulla carta è probabilmente il profilo ideale. Resta però un interrogativo non trascurabile. Dopo essere stato ritirato dal Coral Challenge per un terreno ritenuto troppo veloce, si ritroverà nuovamente ad affrontare un Good to Firm che potrebbe non esaltare le sue caratteristiche.


Molto solido anche INDALO, protagonista di una crescita costante culminata con il successo nel Coral Challenge, ma la sensazione è che il margine con l'handicapper sia ormai ridotto al minimo. Merita una citazione anche ARCHIVIST. Nella presentazione del Festival lo avevamo indicato come il cavallo simbolo dell'incrocio Dubawi × Galileo, il pedigree che più di ogni altro ha caratterizzato Goodwood nell'ultimo decennio. L'idea resta valida, ma il sorteggio gli ha riservato lo scenario peggiore. Lo steccato 20 significa sfidare una statistica che continua a premiare con decisione i numeri bassi e ci costringe, nostro malgrado, a ridimensionarne le ambizioni.


Molti guarderanno infine a TRIBAL CHIEF (17) dopo lo sfortunato piazzamento ottenuto dodici mesi fa. L'ingaggio di Jamie Spencer rappresenta un evidente valore aggiunto per le caratteristiche del cavallo, ma abbiamo sempre ritenuto che riesca a esprimere il meglio quando il terreno offre maggiore elasticità.

"O'Mago"

🏇 VERDICT: CERULEAN BAY (1)


3.35 KING GEORGE QATAR STAKES (GROUP 2)

Se esiste una corsa che identifica i grandi sprinter di Glorious Goodwood è il King George Stakes. Dal 1911 mette alla prova i velocisti più puri e il suo albo d'oro racconta l'evoluzione della velocità europea, da Abernant fino al leggendario Battaash, quattro volte consecutivamente vincitore su questa pista. Cinque furlong in costante discesa, ritmo forsennato e margini d'errore ridottissimi fanno del King George una corsa dove classe e posizione in pista devono andare di pari passo. Non è un caso che negli ultimi tredici anni dodici vincitori siano usciti dagli steccati bassi.


La nostra scelta ricade su JAKAJARO (3). Se c'è un cavallo che sembra costruito seguendo il profilo storico del vincitore di questa corsa è proprio il portacolori di Robert Cowell. Cinque anni, già vincitore sui cinque furlong, reduce da un terzo posto nelle Sapphire dopo l'eccellente quinto nel King Charles III di Royal Ascot e, soprattutto, favorito da uno steccato ideale. La trasformazione avvenuta quest'anno è stata impressionante: Cowell lo ha definitivamente convertito a sprinter puro e il risultato è un cavallo che continua a migliorare contro avversari di altissimo livello. Le sue ultime due prestazioni sono arrivate su tracciati molto selettivi come Ascot e Curragh; il ritorno sul velocissimo rettilineo in discesa di Goodwood potrebbe permettergli di sfruttare ancora meglio la sua naturale velocità. È il cavallo che più di ogni altro rispecchia il DNA storico del King George Stakes.


Il principale rivale resta NIGHT RAIDER (1). La castrazione ha completamente trasformato il cinque anni di Karl Burke, vincitore delle Palace House e delle Temple Stakes prima di un'ottima prova nel King Charles III, dove è risultato il migliore del gruppo centrale. Sulla carta è probabilmente il cavallo più forte del campo, ma il sorteggio gli ha riservato il numero 13, un ostacolo tutt'altro che banale in una corsa che continua a premiare con impressionante regolarità gli steccati bassi. La qualità non si discute, il draw sì.


Non si può parlare del King George senza citare JM JUNGLE (4) e il lavoro di John Quinn. Negli ultimi anni il trainer dello Yorkshire ha trasformato Goodwood in un autentico feudo per i velocisti, vincendo questa corsa con Highfield Princess nel 2023 e con lo stesso JM Jungle dodici mesi fa, oltre ai ripetuti successi negli handicap sprint del meeting. Il campione uscente merita quindi il massimo rispetto, ma il successo del 2025 arrivò su un terreno decisamente più morbido. Quest'anno il Good to Firm cambia completamente lo scenario e, unito allo steccato 14, rende la conferma molto più complicata.


Tra gli altri, RUMSTAR (7) arriva dal brillante successo nelle Coral Charge di Sandown ed è uno dei velocisti più affidabili del circuito. Ha già dimostrato di gradire Goodwood e possiede tutta l'esperienza necessaria per essere protagonista, ma il recente successo lo porta contro una delle statistiche più solide della corsa: la maggior parte dei vincitori del King George arrivava infatti da una sconfitta.


🏇 VERDICT: JAKAJARO (3)

4.10 REGENT SEVEN SEAS CRUISES BENTINCK CONDITIONS STAKES

Sulla carta il cavallo di maggior classe è JONQUIL (2). Il suo curriculum parla da solo: vincitore del Celebration Mile proprio a Goodwood, piazzato nelle Classiche francesi e competitivo a livello di Gruppo 1 contro alcuni dei migliori miler europei. Se fosse soltanto una questione di palmarès, probabilmente il pronostico finirebbe qui. E se la corsa si trasformasse in una semplice volata, il portacolori Juddmonte avrebbe probabilmente pochi problemi a far valere la propria superiorità.


La chiave, però, potrebbe essere un'altra. Il pace scenario lascia immaginare BOILING POINT (1) nel ruolo di battistrada, con Diego Ventura pronto a imporre un ritmo selettivo per favorire il compagno di colori HAATEM (9), che diventa così la nostra scelta.


Non lasciatevi ingannare dall'ultimo posto nelle Wolferton Stakes di Royal Ascot. Il portacolori Wathnan è rimasto intrappolato nel traffico proprio nel momento decisivo e non ha praticamente mai avuto lo spazio necessario per mettere in scena il suo scatto. È una di quelle prestazioni che il risultato finale racconta molto peggio di quanto non dica realmente la corsa. Con un ritmo più sostenuto e una gara che si sviluppi secondo copione, può tornare a esprimere il livello mostrato nelle sue migliori uscite.


🏇 VERDICT: HAATEM (9) 4.45 HAWES & CURTIS NURSERY HANDICAP

Diciotto puledri al via, molti dei quali hanno corso appena tre o quattro volte, rendendo il valore dell'handicap ancora tutto da definire. In nursery di questo livello il rating conta solo fino a un certo punto: la vera sfida è individuare il cavallo che non ha ancora espresso il proprio reale potenziale.

La nostra scelta ricade su THE DANCING PIRATE (4), un profilo che sembra costruito per compiere il salto di qualità proprio in una corsa come questa. Dopo un debutto promettente a Newmarket, dove da favorito pagò soprattutto l'inesperienza, è tornato a correre con grande credito a Beverley in una prova di buon livello, chiudendo a ridosso di CLASH OF HEARTS (7), prima di confermare la crescita con un'ulteriore prova in progresso sui sei furlong di Chester.

Il ritorno di Oisin Murphy in sella rappresenta un ulteriore elemento d'interesse. Andrew Balding è tradizionalmente molto efficace con i due anni nel cuore dell'estate e lo steccato 2 offre una posizione ideale su un tracciato dove conquistare subito una buona collocazione può fare la differenza. Anche il pedigree invita all'ottimismo: tutto lascia pensare che i sei furlong siano la distanza destinata a valorizzarne definitivamente il cambio di marcia.


🏇 VERDICT: THE DANCING PIRATE (4)  5.20 WORLD POOL BET WITH THE TOTE HANDICAP

In una Classe 3 facciamo fatica a non vedere INTO THE LIGHT (5) come uno dei principali protagonisti della corsa. A prima vista l'undicesimo posto nelle King George V Stakes di Royal Ascot potrebbe scoraggiare molti, ma rappresenta probabilmente una delle migliori occasioni per trovare valore.


La parte più significativa del suo profilo è però la linea della corsa precedente. A Sandown INTO THE LIGHT fu battuto soltanto di un'incollatura da Lost Boys, cavallo che ha poi confermato tutto il proprio valore conquistando prima la London Gold Cup, tradizionalmente uno degli handicap più indicativi della stagione per i tre anni, e successivamente il Golden Gatesdi Royal Ascot. Una collateral form che conferisce ulteriore spessore alla prestazione di INTO THE LIGHT.


Anche la sconfitta di Royal Ascot merita di essere contestualizzata. Sui dodici furlong non ha mai dato l'impressione di viaggiare con la stessa fluidità mostrata a Sandown e il ritorno sugli undici furlong appare una scelta logica. Charlie Appleby aggiunge inoltre i paraocchi per la prima volta, un segnale che lascia intendere la volontà della scuderia di ottenere qualcosa in più sotto il profilo della concentrazione. Il pedigree, da Dubawi e Teofilo, suggerisce inoltre che questa distanza possa rappresentare il punto d'equilibrio ideale tra velocità e resistenza, mentre un rating di 88 lascia ancora l'impressione di poter essere ampiamente migliorato.


"Nap of the day"

🏇 VERDICT: INTO THE LIGHT (5)

I rating e i pesi pubblicati non sono ufficiali. Per valutazioni ufficiali si invita a consultare esclusivamente i canali autorizzati.

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