Glorious Goodwood day 2

13.50 CORAL REWARDS SHAKER HANDICAP
Con uno schema tattico decisamente più lineare rispetto al Royal Ascot, torniamo a dare fiducia a CANNES (2). Nelle King George V Stakes è stato fortemente penalizzato da uno steccato esterno che lo ha costretto a viaggiare costantemente all'esterno del gruppo, senza mai poter usufruire di una schiena che gli consentisse di rilassarsi durante il percorso. Una situazione che ha inevitabilmente compromesso le sue possibilità ben prima della retta finale. Joseph O'Brien, però, non ha cambiato rotta: lo ripresenta immediatamente in un altro handicap di prestigio, un segnale evidente che la fiducia del team nei suoi confronti è rimasta immutata.
L'avversario principale è INFRAAD (3). William Haggas lo ha gestito con la consueta pazienza e a Chester ha lasciato la sensazione di avere ancora ampi margini di progresso. Traffico, partenza non impeccabile e un finale ricco di rimpianti: se questa volta troverà il varco giusto nel momento decisivo, sarà inevitabilmente uno dei protagonisti.
Le credenziali più solide, però, appartengono a HATTEEN (5). L'ultimo successo è stato convincente e il passaggio ai dodici furlong sembra averne esaltato le qualità, lasciando intuire che ci sia ancora margine per salire di livello.
Merita infine grande attenzione BAY ROYALE (4). Ha corso pochissimo, ma il talento mostrato finora è evidente e il debutto in handicap può rappresentare il momento della definitiva consacrazione. Se dovesse compiere anche un piccolo passo avanti, è un profilo destinato a recitare un ruolo da protagonista nel finale.
🏇 VERDICT: CANNES (2)
2.25 ALICE KEPPEL FILLIES' CONDITIONS STAKES
Le Queen Mary hanno consegnato a Goodwood due delle protagoniste più attese per questa corsa: WILD BLOSSOM (8) e FAST TRACK (4).
WILD BLOSSOM merita una rilettura particolarmente attenta. Ad Ascot ha corso nel gruppo far side, il lato della pista che per gran parte del meeting si è rivelato il meno competitivo. Un dettaglio che, unito al ritmo elevato imposto sin dalle prime battute, ridimensiona sensibilmente il risultato finale. A rafforzare questa impressione c'è anche la scelta di Giacomino Doyle, che resta in sella alla figlia di Mehmas nonostante la presenza di un'altra compagna di colori con ottime possibilità
Anche FAST TRACK arriva con credenziali di assoluto rispetto. La convincente affermazione di Beverley ha confermato una puledra in costante progresso e quella pista, negli anni, si è spesso rivelata un eccellente trampolino di lancio per i "Bullett" capaci di imporsi successivamente ai massimi livelli. Una vittoria che ha avuto peso non solo sul piano estetico, ma anche sotto il profilo tecnico.
C'è però un elemento statistico che rende questa corsa ancora più intrigante. Lo storico dell'Alice Keppel Stakes evidenzia una tendenza sorprendentemente costante: le ultime sette vincitrici sono partite tutte dagli stalli compresi tra il 2 e l'8. Un dato che sorride proprio a WILD BLOSSOM, favorita inoltre da una corsa in meno nelle gambe rispetto alla principale rivale.
Non va comunque trascurata l'altra portacolori Wathnan HIDDEN GIFT (5), che ritrova i cinque furlong dopo il tentativo sui sei dell'Albany Stakes, distanza che probabilmente ne ha limitato il potenziale. Attenzione infine anche a ZIGAZIG AH (9): arrivare da una vittoria nel Super Sprint non garantisce automaticamente un bis, ma significa presentarsi con fiducia e una velocità già ampiamente certificata che sui 5F del West Sussex sono determinanti
A Goodwood sono spesso i dettagli a decidere l'esito delle corse. E quando forma , collocazione allo steccato, profilo della corsa, statistiche storiche e scelte dei jockey iniziano a convergere nella stessa direzione, difficilmente si tratta di una semplice coincidenza.
🏇 VERDICT: WILD BLOSSOM (8)
15.00 ROLLS-ROYCE OAK TREE STAKES (GROUP 3)
Due generazioni a confronto: una contrapposizione che, negli anni, ha rappresentato la vera chiave di lettura dell'Oak Tree.
Da una parte le cavalle mature, già affermate, con FLORA OF BERMUDA (1) chiamata a dimostrare che la sua classe da sprinter possa estendersi con la stessa efficacia anche sui sette furlong. Dall'altra una pattuglia di tre anni che arriva con l'entusiasmo di chi ha ancora tutto da conquistare, ma anche con un dato storico impossibile da ignorare: le ultime cinque vincitrici dell'Oak Tree Stakes appartenevano tutte alla generazione più giovane.
Fra loro, la candidatura più intrigante è senza dubbio quella di ZANTHOS (14).
Le sue ultime due uscite rischiano di essere interpretate nel modo sbagliato da chi si ferma al semplice risultato. In primavera il team Crisford ha scelto la strada più ambiziosa possibile, lanciandola direttamente nelle Poule d'Essai des Pouliches e poi le Commonwealth Cup, su una distanza che non ha mai dato l'impressione di valorizzarne appieno il potenziale.
Per ritrovare la vera ZANTHOS basta tornare allo scorso autunno. Le linee di forma costruite contro puledre che sarebbero poi diventate protagoniste della stagione, come Moon Target e Touleen, raccontano una cavalla di qualità assoluta. Un profilo del genere non può essersi smarrito nel giro di pochi mesi.
Il ritorno sui sette furlong potrebbe essere la vera chiave della corsa. È una distanza che sembra cucita sulle sue caratteristiche: abbastanza lunga da permetterle di sviluppare la propria progressione, ma non così impegnativa da trasformare il finale in una prova di resistenza.
Le alternative non mancano. PLANET SEEKER (13) arriva in piena ascesa dopo la convincente vittoria di Newmarket e difende i colori di Ralph Beckett, allenatore che ha conquistato le ultime due edizioni della corsa. FLORA OF BERMUDA (1) resta probabilmente la cavalla di maggior classe del lotto, ma affronta un esame completamente nuovo dopo una carriera costruita quasi esclusivamente tra i cinque e i sei furlong.
La storia dell'Oak Tree Stakes, però, continua a premiare le tre anni in piena maturazione. E ZANTHOS sembra possedere tutti gli ingredienti per aggiungere il proprio nome a quella lista.
🏇 VERDICT: ZANTHOS (14)
15.35 VEUVE CLICQUOT MOLECOMB STAKES (GROUP 3)
Royal Ascot mette alla prova i migliori due anni. Goodwood, molto spesso, incorona quelli destinati a diventarlo. È una differenza sottile, ma fondamentale per interpretare la Molecombe, una corsa che storicamente premia più il potenziale ancora inespresso che i risultati già acquisiti.
È il caso di ADONIUS (1). Mentre gran parte dei rivali ha affrontato le durissime battaglie di Royal Ascot, Rebecca Menzies ha scelto una strada diversa, preservandolo per arrivare a Goodwood con un puledro fresco, brillante e preparato specificamente per questo obiettivo.
Una scelta che potrebbe rivelarsi decisiva. Le Molecomb sono infatti una corsa dalle caratteristiche uniche: cinque furlong affrontati a ritmi vertiginosi, dove fanno la differenza l'esplosività all'apertura delle gabbie e la velocità iniziale e l'Adone di velocità iniziale ne ha in abbondanza.
Le Lily Agnes del Roodee non rappresentano tradizionalmente la corsa di preparazione per questa Pattern, ma quest'anno quella linea di forma ha acquisito tutt'altro peso grazie a HICKORY LAD, sconfitto quel giorno e successivamente confermatosi a livello Pattern, tanto da presentarsi come uno dei principali protagonisti delle Richmond
L'avversario più temibile sembra essere RULER'S PRIDE (6). Le Coventry sono una prestazione da archiviare: costretto a spendere troppo nella prima parte di gara, non è mai riuscito a distendersi sui sei furlong. Il ritorno sulla distanza minima potrebbe riportare alla luce il talento intravisto al debutto.
EL FLORIDITA (3) arriva invece con la linea di forma più solida grazie allo splendido secondo posto nelle Norfolk, una prestazione di altissimo livello. Resta però un interrogativo: quel risultato è arrivato a quota 150/1 e adesso dovrà dimostrare che non si sia trattato semplicemente della corsa della vita.
Più difficile la candidatura di SALE SHARK (7), autore di un eccellente Windsor Castle Stakes, corso sul lato meno favorevole della pista, ma meno convincente nel successivo Rose Bowl, dove ha avuto tutte le condizioni per imporsi senza riuscire a trovare il cambio di marcia decisivo. Alle quote previste, tuttavia, resta un profilo estremamente interessante in ottica each-way.
Le Molecomb continuano a premiare i puledri che arrivano al momento giusto, più che quelli che hanno già mostrato tutto il proprio potenziale. E ADONIUS sembra avere proprio il profilo del cavallo destinato a trasformare una programmazione paziente nella vittoria più importante della sua giovane carriera.
🏇 VERDICT: ADONIUS (1)
16.10 SUSSEX STAKES (GROUP 1)
Due a zero. Palla al centro.
BOW ECHO (8) ha già battuto GSTAAD (10) due volte. Prima nelle 2000 Guineas di Newmarket, poi nelle St James's Palace Stakes di Royal Ascot. Due vittorie, due verdetti che sembrano aver definito la gerarchia della nuova generazione.
Eppure basta riguardare quelle corse per accorgersi che la distanza tra i due si è progressivamente ridotta.
A Newmarket BOW ECHO aveva dato l'impressione di essere semplicemente superiore. Ad Ascot, invece, ha dovuto scavare molto più a fondo, respingendo il ritorno del rivale soltanto negli ultimi metri. Non è stata la vittoria comoda del campione dominante, ma quella del cavallo che, quando viene sfidato, trova comunque il modo di restare davanti. È questa la qualità che distingue i grandi miler dai semplici vincitori di Gruppo 1.
GSTAAD, però, continua a crescere. Il successo nelle Irish 2000 Guineas ha certificato il suo talento e la sensazione è che il suo potenziale non sia stato ancora completamente espresso. Se c'è un cavallo capace di riscrivere il copione, è proprio lui. Ma dopo due sconfitte consecutive contro lo stesso rivale, questa volta è chiamato a dimostrarlo in pista.
Poi c'è OPERA BALLO (4), probabilmente il profilo più intrigante del campo. Nella Queen Anne ha svolto il lavoro più duro, imponendo un ritmo selettivo contro alcuni dei migliori miler anziani d'Europa. Goodwood, con il suo miglio tecnico e la lunga curva in discesa, sembra il palcoscenico ideale per esaltare il suo cambio di marcia. Concedere otto libbre ai tre anni non sarà semplice, ma quel terzo posto ad Ascot racconta molto meno di quanto abbia realmente fatto vedere.
Alle loro spalle non mancano le alternative. TEN BOB TONY (7) arriva dalla sorprendente vittoria proprio nelle Queen Anne, dimostrando di essere ormai pienamente competitivo ai massimi livelli. LAKE FOREST (2) ha invece conquistato ieri le Lennox e tentare la doppietta rappresenta una sfida rarissima
Alla fine, però, il verdetto continua a ruotare attorno alla stessa sfida. BOW ECHO arriva a Goodwood con l'opportunità di completare una tripletta che appartiene soltanto ai grandi campioni: 2000 Guineas, St James's Palace Stakes e Sussex Stakes nella stessa stagione.
🏇 VERDICT: BOW ECHO (8)
17.00 CORAL CHARLTON HANDICAP
Ventotto cavalli. Sei furlong. Un battito di ciglia.
UNDER THE TWILIGHT (6) arriva con il profilo del cavallo ancora in piena evoluzione. Ha affrontato categorie sempre più competitive senza perdere efficacia e continua a dare la sensazione che l'handicapper non abbia ancora scoperto il suo reale limite. Harry Davies lo conosce perfettamente e, in una corsa dove il tempismo sarà determinante, rappresenta probabilmente il punto di riferimento più solido.
L'avversario più insidioso sembra essere SUPREME KING (7). Da mesi sbaglia raramente una prestazione, indipendentemente dalla superficie o dalla distanza. Non sempre trova il colpo vincente, ma quando il ritmo è elevato riesce quasi sempre a essere della partita. Con Oisin Murphy in sella resta uno dei cavalli da battere.
Occhio anche a WINCHURCH (4). Le ultime vittorie raccontano un cavallo completamente ritrovato e il ritorno sui sei furlong potrebbe valorizzarne ulteriormente il cambio di passo. Se riuscirà a trovare una corsia libera nel momento decisivo, sarà uno dei protagonisti del finale.
Più staccati nelle valutazioni, ma tutt'altro che fuori dai giochi, VELVET RHYTHM (18) e CALLING A STAR (17) rappresentano le alternative più intriganti. In un handicap di questo genere basta un percorso favorevole per trasformare una quota in doppia cifra nel colpo della giornata.
🏇 VERDICT: UNDER THE TWILIGHT (6) 17.40 HKJC World Pool Handicap (Class 3) – Goodwood
Venti partenti, sette furlong e una pista che raramente perdona gli errori di posizionamento.
Tra i profili più convincenti spicca CRIMSON SPIRIT (11). Vincitore su questo tracciato nel mese di maggio, ha poi firmato la migliore prestazione della carriera a Newmarket, chiudendo secondo dopo aver corso sempre nelle prime posizioni. Ritrova Ryan Moore e uno steccato tutto sommato favorevole, sufficiente per costruire ancora una volta una corsa tatticamente perfetta.
Proprio quella linea di Goodwood, però, ci porta a virare su OLIVER SHOW (18). Il quarto posto ottenuto a maggio racconta solo in parte ciò che è realmente accaduto. Dopo una partenza poco brillante è stato costretto a inseguire dalle retrovie, perdendo terreno prezioso mentre i primi prendevano posizione. Solo negli ultimi due furlong ha trovato finalmente spazio, producendo una delle chiusure più interessanti della corsa e terminando a ridosso proprio di Crimson Spirit. Una prestazione che lascia la sensazione di avere ancora molto da offrire e che, unita a un handicap ormai favorevole, rende la sua candidatura estremamente intrigante.
BOBBY BENNU (3) arriva invece dopo un eccellente secondo posto a Newcastle. Roger Varian lo ha riportato vicino ai suoi migliori livelli e il numero 5 rappresenta un vantaggio significativo in una gara dove il posizionamento iniziale può fare la differenza. Resta uno dei principali punti di riferimento della corsa.
Da seguire con grande attenzione anche SUPERPOSITION (10), che dopo il ritorno sull'erba ha ritrovato continuità di rendimento e torna sulla distanza che sembra valorizzarne maggiormente le caratteristiche.
🏇 VERDICT: OLIVER SHOW (18


