Royal Ascot day 2

QUEEN MARY STAKES (GROUP 2)
Le Queen Mary Stakes sono una delle prove più affascinanti dell'intero Royal Ascot e, storicamente, una corsa che tende a premiare la logica del mercato: otto delle ultime dodici edizioni sono state vinte dalla favorita. Il punto di partenza resta quindi la parte alta del betting. Tuttavia, quanto visto nel Day 1 potrebbe cambiare le carte in tavola: lo stand side ha mostrato un vantaggio piuttosto evidente e il sorteggio potrebbe assumere un ruolo determinante.
La talentuosa e ancora tutta da scoprire Wild Blossom dovrà partire dalla gabbia 7, mentre Victorious, scelta da Aidan O'Brien, ha pescato il numero 5. Ballydoyle ha conquistato questa corsa per la prima volta dodici mesi fa con True Love, successivamente affermatasi a livello classico. Leggermente più favorevole il sorteggio della favorita Senorita Bonita, acquistata per 900.000 ghinee alle Breeze-Up e sistemata in gabbia 10.
L'attenzione dell'edizione 2026 si sposta però inevitabilmente su Wesley Ward, autentico specialista delle Queen Mary. La sua principale carta sembra essere Ruiva, che ha demolito le rivali sui 4 furlong e mezzo di Churchill Downs. Come spesso accade con i due anni del trainer americano, quel giorno è balzata immediatamente al comando senza mai concedere possibilità alle avversarie, e tattiche simili sono attese anche oggi, supportate da un buon numero di gabbia. Restano però alcune incognite: il debutto sull'erba, l'adattamento alle particolarità del rettilineo di Ascot e un jockey alla prima esperienza fuori dal Nord America.
L'altra rappresentante di Ward è Shining Moment, altrettanto impressionante nel successo ottenuto da front-runner sui 5 furlong in erba a Churchill Downs. Un profilo forse ancora più adatto alle Queen Mary, ulteriormente valorizzato dalla favorevole gabbia 21. Al debutto era stata però battuta da More Champagne, una puledra che continua a catturare la nostra attenzione. A Keeneland non si è limitata a vincere la maiden: ha dominato, lasciandosi alle spalle proprio Shining Moment e dando l'impressione di possedere un motore decisamente superiore alla media.
Se le americane dovessero imporre un ritmo sostenuto fin dalle prime battute, Kentucky Rain potrebbe essere la cavalla ideale per approfittarne. Quotata intorno a 25/1, al debutto a Goodwood ha probabilmente offerto una prestazione migliore di quanto suggerisca il risultato finale. Dopo una partenza lenta e diversi problemi di traffico, ha trovato spazio soltanto nell'ultimo furlong, mostrando un'accelerazione finale di notevole impatto.
Una performance che non è passata inosservata: lunedì è stata acquistata da Amo Racing per 380.000 sterline alla Goffs London Sale. A queste quote rappresenta la nostra scelta personale
Sul fronte trends, invece, la candidata ideale è Alta Regina. Sorteggio favorevole, vittoria all'esordio sui 5 furlong di Lingfield da circoletto rosso finendo a orecchie dritte e presenza nelle prime posizioni del mercato: in altre parole, rispecchia quasi perfettamente il profilo statistico della tipica vincitrice delle Queen Mary Stakes degli ultimi anni.
"Sole e cielo sereno sopra Ascot, ma all'orizzonte si intravedono lampi americani e nuvole cariche di pioggia provenienti dal Kentucky"
🏇 La nostra scelta: KENTUCKY RAIN
📊 Cavallo dei trends: ALTA REGINA
🧨 Dark Horse: MORE CHAMPAGNE
QUEEN'S VASE (GROUP 2)
La Queen's Vase rappresenta da sempre una finestra sul futuro degli stayers. Da qui sono passati futuri vincitori della Ascot Gold Cup come Le Moss e, in tempi più recenti, Estimate, Leading Light e Stradivarius. È una corsa che raramente premia il cavallo già arrivato e molto più spesso individua quello ancora lontano dall'aver raggiunto il proprio limite.
Non sorprende quindi che il mercato si sia innamorato di Galiyan. Il favorito di Andrew Balding ha debuttato soltanto a metà aprile, un percorso molto simile a quello seguito da recenti vincitori della corsa come Gregory e Carmers. È uno dei cavalli più giocati dell'intero meeting e il suo profilo ricalca perfettamente quello che spesso emerge in questa prova: poche corse, grande margine di miglioramento e una stamina che sembra destinata a crescere con l'aumento della distanza.
A proposito di Carmers, il vincitore del 2025 arrivava qui dopo aver conquistato le Yeats Stakes di Navan, la stessa corsa vinta quest'anno dalla nostra selezione Limestone. Il portacolori di Joseph O'Brien era già finito da tempo nella nostra agenda e le sue tre vittorie consecutive raccontano la storia di un cavallo in piena evoluzione. Il rating raggiunto lo colloca ai vertici del field e il successo ottenuto sui tredici furlong lascia pensare che il passaggio a un miglio e sei furlong possa addirittura rappresentare un vantaggio. Più del margine di vittoria, a Navan ci ha colpito la sua reazione su Asakir che sembrava avergli preso il tempo. L'unico vero punto interrogativo riguarda il terreno. Le sue migliori prestazioni sono arrivate con condizioni più morbide e il possibile Good To Firm rappresenta un'incognita. Lo stesso discorso vale in parte anche per il targato Aga Khan, il cui pedigree suggerisce un cavallo potenzialmente più efficace su terreni soffici
Naturalmente non si può ignorare l'unica carta di Ballydoyle. Aidan O'Brien ha vinto questa corsa otto volte, eguagliando il record dell'indimenticabile Henry Cecil, e quando sceglie di schierarne soltanto uno è sempre il caso di prestare attenzione. Port Of Spain non deve essere giudicato esclusivamente sul rientro nella London Gold Cup. Lo scorso autunno aveva mostrato forma di alto livello e, a ottobre, non era lontano dal successivo Derby winner Christmas Day. Con Ryan Moore in sella e un pedigree costruito per la distanza, rappresenta una minaccia molto più seria di quanto possano suggerire le quote.
Tra tutti i nomi del campo, però, quello che continua a conservare una certa aura è Point Of Law. Due sole corse alle spalle, un pedigree di altissimo livello e i colori reali che ad Ascot non passano mai inosservati. Il talento è evidente, ma fin qui il cavallo è apparso ancora acerbo e potrebbe avere bisogno di ulteriore esperienza prima di esprimere il proprio potenziale. La possibile sorpresa della corsa potrebbe invece essere Wareeth. Dopo un debutto impressionante ha deluso nelle Fielden Stakes, ma la successiva vittoria a Salisbury è stata di notevole fattura e ha convinto Archie Watson a puntare direttamente alla Queen's Vase. In una corsa che spesso premia cavalli in rapida crescita, il suo profilo merita attenzione.
"Forma, resistenza e stamina. Tutto quello che serve per vincere una Queen's Vase. E Limestone sembra possedere tutte e tre"
🏇 La nostra scelta: LIMESTONE
📊 Cavallo dei trends: PORT OF SPAIN
🧨 Dark Horse: WAREETH
DUKE OF CAMBRIDGE STAKES (GROUP 2)
Quest'anno la Duke Of Cambridge Stakes presenta un campo più numeroso del solito e sembra ruotare attorno a due cavalle molto diverse tra loro. Da una parte c'è Blue Bolt, la scelta più logica. Ha quattro anni, arriva da un convincente rientro stagionale e incarna perfettamente il profilo della vincitrice tipo di questa corsa. Undici delle ultime dodici vincitrici appartenevano proprio a questa fascia d'età e pochi soggetti nel field sembrano combinare forma, progressione e solidità come la portacolori Juddmonte.
Dall'altra c'è Friendly Soul, la vera cavalla dei trends. Il team Gosden ha vinto quattro delle ultime sei edizioni e, sulla carta, il suo curriculum è probabilmente il migliore della corsa. Il problema è che per sostenerla bisogna compiere un piccolo atto di fede. Al rientro di Haydock, dopo oltre sette mesi di assenza dal successo nel Prix de l'Opera, stava viaggiando bene nelle prime posizioni quando ha perso improvvisamente l'azione a poco più di due furlong dal traguardo ha fermato.
Dietro alle due principali protagoniste, Catalina Delcarpio resta la cavalla con il maggior margine di miglioramento, mentre il vero dark horse è probabilmente la talentuosa ma poco incisiva Falakeyah. La griffata Shadwell era la mia scelta delle scorse Coronation Stakes dopo l'impressionante vittoria nelle Pretty Polly Stakes di Newmarket. Da allora non è riuscita a confermare pienamente quelle promesse, ma c'è un elemento che impedisce di archiviarla troppo in fretta: Owen Burrows. Uno degli allenatori più efficienti e sottovalutati della Gran Bretagna, difficilmente presenta una cavalla a Royal Ascot senza avere la sensazione che sia pronta.
"Friendly Soul chiede un atto di fede. Falakeyah un atto di immaginazione. Blue Bolt soltanto di guardare ciò che ha fatto in pista."
🏇 La nostra scelta: BLUE BOLT
📊 Cavalla dei trends: FRIENDLY SOUL
🧨 Dark Horse: FALAKEYAH
PRINCE OF WALES'S STAKES (GROUP 1)
Per pura qualità, le Prince Of Wales’s Stakes rappresentano uno dei punti più alti dell'intero Royal Meeting e, storicamente, sono una corsa in cui la classe emerge quasi sempre. Solo due vincitori sono riusciti a imporsi a quote in doppia cifra da quando Lear Spear sorprese tutti a 20/1 nel 1999 e quest'anno il dibattito sembra ruotare attorno a due grandi nomi: Ombudsman e Daryz.
Da una parte il campione affermato, vincitore di questa corsa dodici mesi fa e modello di continuità ad altissimo livello. Dall'altra il cavallo che sembra destinato a raccoglierne l'eredità dopo il trionfo nell'Arc e una serie di prestazioni che lo hanno consacrato tra i migliori middle-distance performer europei. Non sorprende che il mercato li abbia identificati come i due punti di riferimento della corsa. Eppure, più si analizza il probabile sviluppo tattico della gara, più un altro nome continua a emergere con forza:Almaqam.
Non soltanto perché arriva dal successo nelle Tattersalls Gold Cup, ma perché potrebbe essere il principale beneficiario dello scenario tattico disegnato dai suoi avversari. Con un pacemaker per Ombudsman e uno per Minnie Hauk, il ritmo dovrebbe essere genuino fin dalle prime battute. Un contesto ideale per Kieren Shoemark, che potrebbe sistemarsi alle spalle dei leader, ottenere una posizione perfetta e lanciare la propria sfida prima degli specialisti della waiting ride.
È esattamente ciò che è accaduto al Curragh.
Ombudsman e Daryz restano probabilmente i due cavalli migliori del field. ma Almaqam potrebbe essere quello destinato a ottenere il run of the race. Inoltre ha ormai dissipato gran parte dei dubbi legati al terreno veloce visto il pedigree, Ed Walker ha sempre sostenuto che il fast ground non sarebbe stato un problema e le sue prestazioni del 2026 sembrano avergli dato pienamente ragione.
Minnie Hauk arriva ad Ascot dopo una prestazione al Curragh che ha inevitabilmente raffreddato l'entusiasmo sarebbe però un errore giudicarla esclusivamente attraverso quell'uscita. Il secondo posto nell'Arc dietro Daryz rimane una delle linee di forma più solide dell'intero field e quando si parla di Ballydoyle, Ryan Moore e Frankel è sempre pericoloso escludere una cavalla dal discorso. See The Fire, invece, arriva ad Ascot nel pieno della forma dopo una campagna primaverile estremamente convincente. Resta però il dubbio che le sue migliori prestazioni siano sempre arrivate su tracciati flat e meno selettivi rispetto all'old Mile di Ascot.
"Deja-vu"
🏇 La nostra scelta: ALMAQAM
📊 Cavallo dei trends: OMBUDSMAN
ROYAL HUNT CUP (HERITAGE HANDICAP)
Poche corse nel calendario europeo riescono a combinare prestigio, tradizione e complessità come il Royal Hunt Cup. Una corsa che raramente premia il cavallo migliore del field, ma molto più spesso quello meglio trattato dal handicapper.
Per questo motivo progressione, handicap mark e potenziale ancora inespresso continuano a essere i fattori più importanti nell'analisi. Quest'anno, però, il Day 1 potrebbe aver aggiunto una variabile ulteriore visto che diverse corse sul rettilineo si sono sviluppate verso lo stand side. Pur essendo prematuro parlare di un vero draw bias, in una handicap da oltre trenta partenti è un elemento che non può essere ignorato.
Indalo teoricamente non ha gabbia favorevole ma possiede molte delle caratteristiche tipiche di un vincitore del Royal Hunt Cup. Ha corso poco, continua a progredire e arriva da un eccellente secondo posto a Newbury. Inoltre, il secondo posto nel Cambridgeshire dello scorso anno rappresenta una delle linee di forma più solide dell'intera corsa. Soprattutto, continua a dare l'impressione di essere ahead of the handicapper. Un OR di 98 potrebbe ancora sottovalutarne il reale potenziale.
Linwood merita enorme rispetto dopo il successo nella Spring Cup e una progressione costante che lo ha portato a vincere quattro delle sue nove uscite. La forma è ineccepibile e nei grandi handicap questo conta sempre e in più in sella avrà Jamie Spencer uno dei migliori interpreti della straight di Ascot, ci piace moltissimo
Anche Fifth Column sembra avere il profilo giusto. Lo scorso anno era nel lato sbagliato della pista nelle Britannia e il suo recente secondo posto a Newmarket suggerisce che Ascot sia stato l'obiettivo della stagione fin dall'inizio.
Archivist resta uno dei principali pericoli. Le prestazioni di Meydan hanno mostrato un cavallo in continua crescita e la monta di James McDonald cattura immediatamente l'attenzione. Molto dipenderà però da come evolverà il fattore draw.
Tra le quote più interessanti continuo a guardare Jagged Edge. Quattro anni, tre vittorie nelle ultime quattro uscite sul miglio e Colin Keane in sella sono argomenti difficili da ignorare.
"Nel Royal Hunt Cup il problema non è trovare il cavallo giusto. Il problema è capire se il handicapper se n'è già accorto."
🏇 La nostra scelta: INDALO
📊 Cavallo dei trends: LINWOOD
🧨 Dark Horse: JAGGERED EDGE
KENSINGTON PALACE STAKES (HANDICAP)
Il Kensington Palace Stakes è una delle corse più giovani del programma di Royal Ascot, ma nelle sue poche edizioni ha già mostrato una tendenza piuttosto chiara: premiare cavalle ancora in progresso e spesso meglio trattate dal handicapper di quanto il mercato riesca a percepire.
Le ultime due edizioni disputate sul rettilineo hanno inoltre evidenziato una certa preferenza per i numeri medio-alti di gabbia, un dettaglio da non sottovalutare dopo quanto visto nel Day 1. Più guardo il field e più continuo a tornare sullo stesso nome: Alobayyah.
Allenata da William Haggas, ha corso soltanto quattro volte e il recente terzo posto potrebbe valere molto più del risultato ufficiale. In una corsa favorevole a chi occupava le prime posizioni, è stata una delle poche a recuperare terreno da dietro, chiudendo con grande efficacia alle spalle di Radiant Beauty e Song N Dance. Con la gabbia 16, un OR ancora molto gestibile e margini di miglioramento evidenti, sembra possedere il profilo ideale per una corsa di questo tipo.
Attenzione anche a All Moonshine, imbattuta nelle ultime tre uscite e ancora tutta da scoprire. Il passaggio dall'all-weather al turf rappresenta l'incognita principale, ma il potenziale è evidente. Più difficile la valutazione di Zgharta, che deve riscattare una prova deludente sul percorso e distanza, mentre Stateira possiede probabilmente la qualità per essere competitiva ma deve dimostrare di poter assorbire un handicap mark ormai molto severo.
🏇 La nostra scelta: ALOBAYYAH
WINDSOR CASTLE STAKES (LISTED RACE)
Tra tutte le corse per due anni del Royal Meeting, il Windsor Castle Stakes è probabilmente la più difficile da decifrare. Quest'anno, inoltre, tutto è cambiato.
La distanza è passata da 5 a 6 furlong e i nuovi criteri di ammissione hanno escluso gran parte dei tradizionali speed-bred juveniles, favorendo invece soggetti con pedigree più orientati alla tenuta.
A complicare ulteriormente il quadro c'è quanto visto nel Day 1.
Le sprint sul rettilineo hanno mostrato una chiara tendenza verso lo stand side. È ancora presto per parlare di un vero draw bias, ma in un field di oltre venti due anni il posizionamento potrebbe rivelarsi quasi importante quanto il talento.
Se guardiamo esclusivamente alla carta, il punto di riferimento resta Controlla.
Il secondo posto al debutto in Group 3 a Naas dietro Victorious rappresenta probabilmente la miglior linea di forma della corsa. Miglior RPR, miglior TS e la sensazione di appartenere già a questo livello. Il dubbio riguarda soltanto il sorteggio, non ideale rispetto ad alcuni rivali sistemati più vicini allo stand side.
Più studio la corsa, però, più continuo a tornare su Ruler's Control. Arriva da una preparazione molto tipica per questo obiettivo e soprattutto ha pescato la gabbia 23, un dettaglio che assume un'importanza significativa.
Il cavallo che temo maggiormente resta Sergei Diaghilev. Ryan Moore, Aidan O'Brien e Wootton Bassett rappresentano una combinazione che non ha bisogno di presentazioni. Il debutto vincente al Curragh è stato molto professionale e Ballydoyle lascia intendere che il margine di miglioramento sia ancora considerevole. L'unica vera incognita è la gabbia 2.
Tra gli altri, Sale Shark continua a sembrare uno dei maiden winner più interessanti del field, mentre One Number potrebbe rappresentare una delle opzioni each-way più intriganti dopo aver prodotto ottime sectional figures al Curragh.
🏇 La nostra scelta: RULER'S CONTROL
📊 Cavallo dei trends: SERGEI DIAGHILEV
🧨 Dark Horse: ONE NUMBER


