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Royal Ascot day 3

  • Immagine del redattore: ThePunter
    ThePunter
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 11 min

CHESHAM STAKES (LISTED RACE)

A differenza delle altre prove per due anni del meeting, qui non troviamo soltanto velocisti precoci ma soggetti allevati per diventare milers e cavalli da middle-distance. Non è un caso che negli ultimi anni il Chesham abbia lanciato nomi come Churchill, Pinatubo e Point Lonsdale, cavalli capaci successivamente di affermarsi ai massimi livelli. Guardando il campo partenti, il primo nome che salta all'occhio è inevitabilmente quello di Aix La Chapelle. Aidan O'Brien ha vinto sette volte questa corsa e sei con in sella Ryan Moore, quindi il figlio di Justify sembra possedere tutte le credenziali giuste.


Tuttavia questa edizione potrebbe essere meno lineare di quanto suggerisca il mercato. Le prime giornate del meeting hanno lasciato intravedere una certa preferenza per lo Stand Side nelle prove disputate sulla straight e questo elemento potrebbe assumere un peso importante in una corsa composta quasi esclusivamente da soggetti inesperti. Proprio sotto questo aspetto diventa impossibile ignorare Nola Soul.

Anche lui erede di Justify, ha debuttato vincendo a Leopardstown e quel successo ha assunto un significato completamente diverso dopo la vittoria di King Of Cloughan nel Windsor Castle. Rispetto al favorito può vantare un numero di gabbia interessante qualora il vantaggio verso lo stand side dovesse confermarsi.


Il miglior rating della corsa appartiene invece a Time For The Moon. La vittoria ottenuta a Musselburgh è stata impressionante e il margine inflitto agli avversari merita rispetto. A questo si aggiunge una draw alta che rappresenta un ulteriore elemento a favore della sua candidatura.,


Tra le possibili sorprese, Aperoll continua a intrigare. Richard Hannon ha espresso parole estremamente positive dopo il debutto vincente a Newbury e le femmine hanno spesso trovato soddisfazione in questa prova: nelle ultime tre edizioni hanno infatti trionfato due puledre come Snellen e Bedtime Story. Riceve peso dai maschi e possiede un pedigree che lascia immaginare ulteriori progressi con l'allungamento alla distanza.

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La chiave del Chesham 2026 sembra quindi racchiusa in una domanda molto semplice. Fidarsi della storia di Aidan O'Brien nella corsa oppure seguire una linea che si è rafforzata ieri?

Aix La Chapelle possiede il profilo del favorito giustificato ma Nola Soul ha dalla sua anche uno steccato favorevole che fa spostare l'ago della bilancia dalla sua parte.


"Fedeli alla linea"

🏇 La nostra scelta: NOLA SOUL

📊 Cavallo dei trends: AIX LA CHAPELLE

🧨 Dark Horse: APEROLL


KING GEORGE V STAKES (HANDICAP)

Ci sono gli handicap e poi ci sono le King George V Stakes.

Ogni anno Royal Ascot propone Gruppi di altissimo livello, ma pochi appuntamenti attirano l'attenzione degli osservatori come questo handicap riservato ai tre anni. Il motivo è semplice. Molto spesso il vincitore non rimane un cavallo da handicap a lungo. Negli ultimi anni questa corsa ha lanciato cavalli del calibro di Hukum, Desert Hero e Merchant, soggetti che poche settimane dopo si sono ritrovati a competere nelle Pattern. Per chi segue questa prova da anni sa che c'è una corsa che fa sempre linea: la London Gold Cup di Newbury. Lost Boys e Sahara King, i primi due classificati, sembrano orientati verso altri obiettivi, ma dietro di loro c'erano due cavalli da tenere presente come Tierra Del Toro e Al Azd.


Il rappresentante di Ralph Beckett era al rientro stagionale quando ha chiuso terzo a Newbury e la sensazione è stata quella di un cavallo che stesse ancora cercando la miglior condizione. Il passaggio ai dodici furlong sembra esattamente ciò che stava aspettando. La madre è sorella della leggendaria Treve e tutto lascia pensare che la stamina possa rappresentare un punto di forza piuttosto che un interrogativo.

Se però esiste un cavallo che potrebbe essere stato sottovalutato dal mercato, quello è probabilmente Al Azd, rimasto nelle retrovie per gran parte della corsa di Newbury prima di produrre un finale molto interessante.

Un ulteriore elemento a favore della linea di Newbury arriva dal mercato stesso, che ha promosso Into The Light nel ruolo di favorito. Il rappresentante Godolphin aveva lottato testa a testa con Lost Boys e in precedenza era finito dietro Ravenspire a Southwell; quest'ultimo ha poi ulteriormente rafforzato la forma correndo da protagonista nel Queen's Vase vinto da Limestone.

Ed è proprio Limestone il nome che collega diverse delle migliori linee di forma presenti in corsa e che porta direttamente alla nostra selezione.


Cannes, portacolori di Al Shaqab allenato da Joseph O'Brien, presenta infatti un profilo estremamente intrigante. Al rientro stagionale a Leopardstown aveva affrontato Asakir dopo percorso dispendioso e su un terreno morbido che non gradisce.. Quel riferimento assume oggi particolare valore perché Asakir, successivamente, era riuscito a mettere sotto pressione proprio Limestone a Navan


Sea The Stars garantisce stamina, il terreno previsto appare ideale e il profilo è quello di un cavallo ancora largamente inesplorato. L'unica vera controindicazione è rappresentata dal numero di gabbia esterno, un fattore che anche sul miglio e mezzo di Ascot può avere il suo peso.


"Dall'eleganza di Ascot al glamour di Cannes"

🏇 La nostra scelta: CANNES

📊 Cavallo dei trends: TIERRA DEL TEMPO

🧨 Dark Horse: AL AZD


RIBBLESDALE STAKES (GROUP 2)

Negli ultimi anni il Ribblesdale ha incoronato cavalle del calibro di Warm Heart, Port Fairy, Magical Lagoon e Loving Dream, ma c'è un dato che continua a ripetersi con sorprendente regolarità: le favorite spesso faticano a confermarsi segnale di una corsa che tende a premiare cavalle in piena evoluzione piuttosto che quelle già completamente esposte. È un dettaglio importante in una prova che quest'anno ruota inevitabilmente attorno a Legacy Link.

La portacolori Juddmonte arriva infatti ad Ascot dopo le Oaks di Epsom. I rating parlano chiaro e la figlia di Dubawi possiede senza dubbio le migliori linee disponibili. Tuttavia esiste una domanda che continua a riaffiorare osservando il quadro generale della corsa: esta però un interrogativo non trascurabile: quante energie avrà consumato quella durissima battaglia sul terreno pesante, affrontata appena tredici giorni fa?


È proprio questo il motivo per cui la nostra attenzione continua a tornare su Earth Shot. La portacolori di William Haggas possiede il classico profilo da Ribblesdale winner. Solo tre corse alle spalle, enorme margine di miglioramento e il secondo posto dietro Inis Mor a Goodwood appare oggi ancora più interessante dopo il terzo posto nel Prix de Diane di quest'ultima. In una giornata dove il terreno Good To Firm potrebbe favorire cavalle capaci di correre in posizione senza dipendere da un ritmo esasperato, il suo profilo appare estremamente solido.


Naturalmente sarebbe imprudente ignorare Ballydoyle. Aidan O'Brien ha costruito un rapporto speciale con questa corsa e arriva ad Ascot dopo tre vittorie consecutive nella corsa. Quest'anno affida tutte le sue speranze alla sola Composing, una scelta che da sola merita attenzione. Le sue prestazioni stagionali non sono state all'altezza di quanto mostrato a due anni, ma i blinkers first time e il ritorno su una distanza più selettiva potrebbero favorire un improvviso ritorno ai migliori livelli.


Tra le possibili sorprese continua invece ad affascinare Lady Roisia. Ralph Beckett sa perfettamente quale tipo di cavalla serva per vincere le Ribblesdale e questa figlia di St Mark's Basilica possiede uno dei pedigree più interessanti dell'intero field. La madre Talent conquistò le Oaks e il rientro stagionale a Newbury ha lasciato la sensazione di una cavalla destinata a compiere significativi progressi e in una corsa che ama sorprendere, è forse la quota più intrigante del lotto.


"Le Oaks raccontano chi è la migliore femmina della generazione. Le Ribblesdale rivelano chi non ha ancora mostrato tutto il potenziale."

🏇 La nostra scelta: EARTH SHOT

📊 Cavallo dei trends: LEGACY LINK

🧨 Dark Horse: LADY ROISIA



ASCOT GOLD CUP (GROUP 1)

Ci sono grandi corse.

Ci sono i Grouppi 1.

E poi c'è la Gold Cup.

Da oltre due secoli questa prova rappresenta il cuore pulsante del Royal Ascot, per vincere servono cuore stamina e la capacità di continuare a trovare energie quando gli altri iniziano a svuotare il serbatoio.


Dodici mesi fa Trawlerman dominò con una prestazione eccezionale, confermando successivamente il proprio status con la vittoria nella Long Distance Cup. Nessuno nel field possiede il suo curriculum sui 2m4f e nessuno ha dimostrato di saper interpretare Ascot meglio di lui. Tuttavia questa volta il contesto è diverso. A otto anni affronta una corsa che storicamente premia stayers più giovani (l'ultimo 8 anni a vincere è stato Yeats 109 anni dopo Merman) e arriva senza la classica preparazione stagionale dopo aver saltato il previsto rientro. Rimane il cavallo da battere sul valore assoluto, ma forse non più quello con il maggior margine di miglioramento.


E qui entra in scena Scandinavia.

Aidan O'Brien conosce perfettamente la via che porta alla Gold Cup e il figlio di Justify ha fatto lo stesso percorso che faceva Kyprios prima del grande appuntamento: Vintage Crop a Navan e Levmoss a Leo. Dopo la sconfitta nel Queen's Vase dello scorso anno qualcosa è cambiato. L'applicazione dei cheekpieces ha coinciso con una straordinaria serie di vittorie che lo ha visto conquistare a 3 anni la Goodwood Cup, impresa riuscita a pochissimi cavalli.


Rahiebb merita enorme rispetto. Lo scorso anno nel St Leger fu sconfitto da Scandinavia soltanto da un collo e la vittoria ottenuta nello Yorkshire Cup ha confermato una maturazione evidente rispetto alla stagione dei tre anni. Il dubbio riguarda esclusivamente la pista perché York e Donny non sono Ascot


Tra gli altri protagonisti, Caballo De Mar continua a essere uno dei cavalli più affascinanti del panorama europeo. La sua ascesa dagli handicap a vincitore di Groppo 1 è stata straordinaria e pochi nel campo possono vantare una stamina già certificata. Al Riffa porta invece in dote una classe indiscutibile, ma il salto fino alla distanza estrema rimane una domanda aperta anche se in Francia è stato a dir poco sfortunato


"Un probabile passaggio di consegne"

🏇 Nap of the day: SCANDINAVIA




BRITANNIA STAKES (HERITAGE HANDICAP)

Se esiste una corsa capace di rappresentare perfettamente lo spirito degli handicap di Royal Ascot, quella è il Britannia Stakes.

Trenta cavalli, un miglio in rettilineo un ritmo quasi sempre feroce e una quantità impressionante di tre anni ancora lontani dall'aver mostrato il proprio limite.

È proprio questo il motivo che rende il Britannia uno degli handicap più difficili e affascinanti dell'intero meeting.


Le gabbie alte continuano ad attirare particolare attenzione anche se il Britannia non può essere ridotto esclusivamente a una questione di draw, ma ignorare un possibile vantaggio verso lo Stand Side sarebbe un errore.


Organise arriva alla corsa con il profilo del favorito più credibile. Il portacolori di Wathnan Racing ha mostrato qualità importanti fin dalle prime apparizioni e la sconfitta subita a Sandown contro Laureate Crown non ne ridimensiona affatto il valore. Quel giorno era alla prima esperienza in handicap, appariva ancora molto verde e ha comunque lottato fino sul palo. John e Thady Gosden conoscono perfettamente il tipo di cavallo necessario per vincere una corsa del genere e il suo margine di miglioramento resta evidente. Se si guardano esclusivamente forma e potenziale, è impossibile non inserirlo tra i principali protagonisti.


Più si approfondisce il campo e più un nome continua a guadagnare forza.

Wechaad.

La sua prestazione stagionale a Goodwood potrebbe essere una delle più sottovalutate dell'intero meeting. Partito da una posizione sfavorevole e costretto a concedere terreno nella fase iniziale, è stato il cavallo che ha concluso meglio di tutti nel furlong finale. La sensazione visiva è stata quella di un cavallo che avesse ancora molto da offrire e che stesse semplicemente aspettando il miglio.

Le linee giovanili aggiungono ulteriore sostanza al profilo. A due anni aveva già mostrato qualità interessanti dietro Venetian Prince, successivamente vincitore del Derby Italiano, prima di chiudere terzo nelle Horris Hill Stakes su un terreno probabilmente meno favorevole rispetto a quello che troverà oggi. Roger Varian ha costruito più volte vincitori di grandi handicap partendo da profili simili e la draw 27 rappresenta un elemento che potrebbe rivelarsi determinante.


Tra i cavalli che meritano massimo rispetto c'è naturalmente anche Pathein. Il terzo posto ottenuto è migliore di quanto suggerisca il risultato. Rimasto a lungo intrappolato nel traffico, ha continuato a non trovare spazio e il finale lascia l'impressione di avere ancora parecchio da offrire. Le entries classiche ricevute in primavera raccontano quanto fosse considerato dal suo team e la draw 26 lo colloca esattamente nella zona della pista che tutti vogliono occupare. Il peso elevato rappresenta un ostacolo statistico importante, ma il talento non si discute e la linea potrebbe essere quella di Goodwood.


"Cool Britannia"


🏇 La nostra scelta: WECHAAD

📊 Cavallo dei trends: ORGANISE

🧨 Dark Horse: PATHEIN


HAMPTON COURT STAKES (GROUP 3)

Aidan O'Brien è sempre a caccia di record. "The Maestro" ha vinto le Hampton Court Stakes cinque volte, una soltanto in meno di Sir Henry Cecil. Per l'edizione 2026 schiera quindi l'artiglieria pesante con Endorsement, cavallo dalle linee roboanti. In primavera è arrivato secondo dietro il successivo vincitore del Derby Christmas Day nelle Ballysax Stakes e successivamente ha chiuso a meno di una lunghezza da James J Braddock nel Derby Trial di Leopardstown, un'altra delle linee più solide dell'intera generazione. L'ultima apparizione si è trasformata in una vera e propria dimostrazione di superiorità, con una Listed dominata da un capo all'altro e vinta per sette lunghezze.

Tutto porta nella sua direzione.

I trends.

I rating.

La forma.

E naturalmente la scelta di Ryan Moore.

Ma proprio qui nasce la domanda più interessante della corsa.

Ryan Moore ha scelto il cavallo giusto?

Perché Ballydoyle non presenta soltanto Endorsement.Presenta anche Italy.


A due anni era considerato uno dei migliori prospetti della generazione. Secondo nelle Superlative Stakes, secondo nelle Acomb Stakes e terzo nei National Stakes, ha sempre frequentato compagnie di altissimo livello senza mai raccogliere completamente quanto il suo talento lasciasse intravedere. La sensazione è che sia sempre stato un cavallo un "bambinone" che doveva semplicemente crescere e maturare.


Non è un caso che al rientro stagionale nelle Ballysax Stakes Aidan O'Brien abbia deciso di applicare il cappuccio, una soluzione che utilizza raramente e quasi sempre con soggetti che stanno ancora imparando a gestire il proprio talento. Quel giorno Italy ha corso dalla parte della pista meno favorevole e, nonostante tutto, ha chiuso a poco più di tre lunghezze da Christmas Day e non lontano proprio da Endorsement.


Da allora non lo abbiamo più rivisto, ed è forse proprio questo il dettaglio più intrigante. Italy arriva ad Ascot come un cavallo fresco, con margini di progresso ancora difficili da quantificare e la concreta possibilità di aver compiuto quel salto di maturazione che tutti aspettavano.

Naturalmente non mancano le alternative. Morshdi aveva impressionato nel Feilden Stakes prima di deludere nel Dante. Oxagon cerca invece riscatto dopo una campagna classica complicata e il ritorno in una compagnia meno selettiva potrebbe consentirgli di esprimersi meglio. Mountain Cat è forse il nome più affascinante tra gli imbattuti del campo, ma il salto dalle novice a Royal Ascot rappresenta un esame enorme anche per un cavallo dal potenziale evidente.


"🤌"

🏇 La nostra scelta: ITALY

📊 Cavallo dei trends: ENDORSEMENT

🧨 Dark Horse: MOUNTAIN CAT



BUCKINGHAM PALACE STAKES (HERITAGE HANDICAP)

Ventinove partenti. Sette furlong sul rettilineo di Ascot. Un handicap ai limiti dell'impossibile.

La draw potrebbe darci una grossa mano per trovare il bandolo della matassa, perché sei degli ultimi sette vincitori provenivano da stall 24 o superiore.

Non sorprende quindi che gran parte dell'attenzione si concentri su Cosi Bello.

Charlie Fellowes non ha mai nascosto le proprie intenzioni. Dopo il successo ottenuto a Haydock al rientro stagionale, il Buckingham Palace Stakes è diventato immediatamente l'obiettivo dichiarato. Il profilo del quattro anni è estremamente affascinante: soltanto cinque corse in carriera, tre vittorie, un secondo posto e un quarto.

Ancora più importante è il suo record sui sette furlong, che continua a suggerire margini di miglioramento non ancora completamente esplorati. Lo stall 26 rappresenta un ulteriore punto a favore e il suo stile di corsa da attendista sembra perfettamente adatto a un handicap che storicamente premia chi riesce a produrre l'accelerazione decisiva negli ultimi furlong.


Naturalmente non si può ignorare il track specialist The Wizard Of Eye.

Pochi cavalli nel campo possiedono un curriculum ad Ascot paragonabile al suo. Ha già conquistato due edizioni della Victoria Cup sul medesimo tracciato e l'ultima vittoria ottenuta proprio qui, il mese scorso, ha confermato quanto il rettilineo di Ascot riesca a esaltare le sue caratteristiche. Questa volta l'handicapper non gli ha fatto sconti, ma la conoscenza della pista — soprattutto in Inghilterra — spesso conta più dei numeri.

Tra i cavalli più solidi dell'intero campo continua invece a emergere Great Acclaim, secondo proprio dietro The Wizard Of Eye nella Victoria Cup e ancora competitivo nonostante il rialzo in perizia.

Una menzione particolare la merita anche Royal Velvet. Sembra infatti ancora ben trattato al peso dopo le due vittorie consecutive culminate con il successo in Gruppo 3 a Lingfield. William Buick torna in sella e lo stall 24 lo colloca esattamente nella zona della pista che tutti stanno osservando con maggiore attenzione.


"Bello bello in modo assurdo (cit)."

🏇 La nostra scelta: COSI BELLO

📊 Cavallo dei trends: THE WIZARD OF EYE

🧨 Dark Horse: ROYAL VELVET



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